Macrosismica e Sismologia Storica

 

Fra le discipline che oggi sono ormai parte integrante della ricerca sismologica, essendosi da tempo conquistate un ruolo di tutto rispetto nell'ambito della moderna sismologia, vi sono anche quelle che studiano gli effetti "macroscopici" dei terremoti. La Macrosismica, o "Macrosismologia", infatti, è quella branca della sismologia che studia gli effetti che i terremoti causano sul territorio, in particolare sul contesto antropico, ovvero sui centri urbani, su singoli edifici (e, più in generale, sui manufatti) e sulle persone. In altre parole, studia gli effetti di danno e di risentimento provocati dal passaggio delle onde sismiche in aree abitate. La raccolta di informazioni di questo tipo avviene, per i terremoti attuali che si verificano di volta in volta, sia mediante rilievi macrosismici diretti eseguiti da squadre di esperti per accertare gli effetti causati dall’evento nelle singole località colpite, sia attraverso strumenti "indiretti" quali telefonate e l'invio di appositi questionari alle autorità e alle popolazioni delle zone interessate, la raccolta di notizie di stampa ecc. Il tutto con il fine di "tradurre" queste informazioni in una "osservazione macrosismica", in un dato di intensità per il maggior numero possibile di località secondo apposite scale macrosismiche, come la scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) o la più recente European Macroseismic Scale (EMS-98).

La Sismologia Storica si pone lo stesso obiettivo - ricostruire lo scenario macrosismico causato da un dato terremoto - ma relativamente ai terremoti avvenuti nel passato, più o meno lontano. Di conseguenza cambiano i mezzi, gli strumenti utilizzati per recuperare le informazioni, non essendo possibile ovviamente eseguire rilievi diretti o avere contatti con le persone coinvolte. Ecco allora che l'unico strumento possibile diventa la "fonte storica", ovvero qualunque documento scritto (fonti archivistiche, cronache di giornali, diari, studi storiografici o sismologici, perizie tecniche, ma anche epigrafi e lapidi) che riporti informazioni su un dato evento sismico e permetta di aggiungere un "tassello" alle conoscenze degli effetti che questo causò. Lo scopo, ancora una volta, è quello di riuscire a ricavare dalle informazioni recuperate un valore di intensità macrosismica per il maggior numero possibile di località fra quelle menzionate dalle fonti. Per i terremoti di epoca pre-strumentale, ma non solo, il dato macrosismico diventa l'unica forma di "registrazione" dell'evento, alla stregua dei moderni dati strumentali, e le singole località alle quali è possibile assegnare una stima di intensità diventano punti di osservazione, ovvero l'equivalente delle attuali stazioni sismiche.

I dati di intensità non solo consentono di parametrizzare un terremoto, ma oggi vengono elaborati e utilizzati per molteplici finalità di ricerca, dalle stime di hazard sismico alla ricostruzione della storia sismica di una certa località, dalle stime di magnitudo macrosismica a quelle dei parametri di una sorgente sismogenetica ecc.


Approfondimenti

Fuzzy-sets e sorgenti sismogenetiche

Sismologia storica

 

Progetti di Ricerca

DIP.TE.RIS.-INGV

Edizione di tre volumi a carattere divulgativo sui temi della sismologia e della climatologia

PNRA-Geodesia e osservatori in Antartide

Programma Nazionale RIcerca in Antartide - Geodesia e osservatori in Antartide

BYMUR

Quantificazione del multi-rischio con approccio bayesiano: un caso studio per i rischi naturali della città di Napoli

EDURISK

Percorsi educativi per la riduzione del rischio

PNRA - Osservatori permanenti per il Geomagnetismo e la Sismologia

Istallazione di strumenti geofisici in Antartide e validazione, analisi e distribuzione dei dati

NERIES

Studio integrato del rischio sismico e della previsione in Europa e nel mondo.

Convenzione Reg.Emilia Romagna-INGV, Sez. Bologna

Revisione e integrazione sistematica di terremoti della pianura Padana centro-orientale

ASSESS

Studio della sismicità storica per la realizzazione di un archivio storico macrosismico avanzato per il Friuli