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Confronto tra due simulazioni numeriche, un’analisi oceanica e le osservazioni fornite dall’esperimento WOCE per una sezione verticale di temperatura nell’Oceano Pacifico. Alcuni dei problemi della simulazione a bassa risoluzione (SIM1) possono essere migliorati aumentando la risoluzione (SIM2) o, ancora meglio, assimilando dati osservati di temperatura (ASSIM1). |

Il modello attualmente utilizzato è OPA. OPA è un modello numerico di circolazione generale alle equazioni primitive e nel gruppo di Oceanografia Globale viene utilizzato nella sua configurazione globale con la superficie libera (ORCA2). In questa configurazione per l’emisfero boreale il modello usa una griglia ruotata con i poli sul Nord America e sull’Asia in modo da evitare il problema della singolarità al Polo Nord. E’ in fase di implementazione anche la nuova versione di OPA, chiamata NEMO, che include alcune ulteriori parametrizzazioni fisiche e diversi schemi numerici.
Il modello OPA
è attualmente usato in combinazione con un nuovo metodo di
assimilazione multivariato, cioè in grado di assimilare più tipi di
osservazioni e correggere diverse variabili fisiche, e basato su una
tecnica di riduzione delle dimensioni del problema (SOFA). Questo sistema è utilizzato nell’ambito del Progetto Europeo ENhanced ocean data Assimilation and Climate predicTion (ENACT)
durante il quale si sono testate anche diverse strategie per
l’assimilazione di dati di temperatura e di salinità. Attualmente
questo sistema è in uso nel gruppo di Oceanografia Globale per
produrre analisi oceaniche globali al fine di:
La figura mostra le serie
temporali dal 1964 al 2001 delle anomalie mensili del calore contenuto
nei 300 metri più superficiali e mediate sull’oceano globale. La curva
blu corrisponde al risultato prodotto dal modello oceanico globale ORCA2
che utilizza le sole informazioni dei venti e dei flussi di calore e di
acqua alla superficie (CONTROL). La curva verde (ANALYSIS) è stata
ottenuta dallo stesso modello usato però in combinazione con il metodo
di assimilazione globale recentemente implementato. In questo
particolare esempio sono stati assimilati sia dati di temperatura che
di salinità.
I risultati mostrano che sia il modello che l’analisi
oceanica evidenziano un trend di riscaldamento dei primi 300 metri
dell’oceano globale durante il periodo in considerazione. E’ tuttavia
interessante notare alcune differenze significative tra le due serie
temporali. In particolare si noti come il modello non sia in grado di
catturare la tendenza positiva all’accumulo di calore che dal 1994 in
poi supera di gran lunga ogni altro riscaldamento nei periodi
precedenti. Il riscaldamento stimato dal trend lineare compreso tra il
1964 e il 2001 è di 0.12°C per l’analisi e di 0.07°C per il modello.
Per ogni informazione relativa a questa attività si prega di contattare la Dott.ssa Simona Masina.
Consolidamento, integrazione e ulteriore sviluppo di sistemi operativi di osservazione e previsione dei mari costieri e regionali europei in un sistema pan-europeo integrato
Coordinazione del Centro di Monitoraggio e Previsione del Mediterraneo. Sviluppo, mantenimento, produzione e validazione dei prodotti del sistema MED MFC current.
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Sviluppo di un sistema gestionale integrato, basato su modellazione e dati sperimentali, per l'area costiera ed il bacino del Montenegro.
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